Non esistono grandi scoperte nè reale progresso finché sulla terra esiste un bambino infelice. (Albert Einstein)

L’ignoranza e l’indifferenza favoriscono la discriminazione fra gli uomini.
Talune gravi malattie producono naturalmente l’esclusione dalla vita attiva e gioiosa da chi è stato da esse colpito.
Scienza e tecnologia offrono spesso validi strumenti per la guarigione e per un efficace reinserimento del malato.

Oggi siamo costretti a confrontarci con una popolazione in crescita di persone affette da spettro autistico ed altri disturbi generalizzati dello sviluppo. Una grande maggioranza di bambini è gravemente non autosufficiente. Gli interventi sistemici e le terapie familiari non sono riuscite a valorizzare le potenzialità individuali come invece è accaduto laddove si sono eseguiti interventi educativi speciali e integrati in complesse strategie o interventi neocomportamentali.

Tecniche moderne di insegnamento e apprendimento per esempio audio-visivo, possono rompere l’isolamento dei piccoli autistici o dislessici liberandoli dal ghetto in cui la loro infermità tenderebbe a costringerli. Con queste tecniche si è visto che una grande percentuale di loro acquista buoni livelli di autonomia e capacità di integrazione in un ambiente che definiamo normale.
Lo sforzo della collettività deve volgersi a moltiplicare i centri di educazione specializzata, al fine di allargare il servizio a un numero sempre più vasto dei diversamente abili.

I bambini che soffrono per tali disturbi non possono essere relegati in un ghetto, estraniati dai coetanei, allontanati dalla vita attiva.
Lui, il diversamente abile, soltanto con gli altri e per gli altri si salverà dalla solitudine, dall’inedia e troverà lo stimolo per operare in rapporto alle sue forze fisiche e intellettuali.
Questi bambini , non sono creature a metà, anche se l’efficientismo e la competitività rabbiosa della moderna società tende spesso ad affermarlo.
Aiutiamo i piccoli che soffrono a superare e spezzare la barriera del cerchio entro il quale la rassegnazione e l’abbandono li costringe.

Ogni età ha le sue barriere apparentemente invalicabili e la società spesso distratta, competitiva, a volte violenta sembra aver raddoppiato le sbarre della gabbia da cui ciascuno vuole affrancarsi.
Anche l’insicurezza, la paura e l’angoscia creano disuguaglianza tra i bambini e gli uomini.

A noi, a noi tutti spetta il compito di aiutarli a scavalcare il cerchio, perchè gli uomini possano incontrarsi e operare insieme.
Questo è l’intento con cui nasce la  DiCoBimbi ONLUS.